Lenti progressive e adattamento: la gradazione

Siamo arrivati alla fine del nostro viaggio nell’affascinante mondo delle lenti progressive.

Abbiamo affermato quanto sia importante per la salute della vista avere degli occhiali progressivi di qualità, con un canale di progressione adeguato e una centratura di una precisione millimetrica. Abbiamo visto che solo così il periodo di adattamento si rivela una passeggiata e i piccoli disagi iniziali, una sciocchezza momentanea.

Non abbiamo ancora considerato, però, un aspetto che può sembrare banale e di poca importanza, ma che non è scontato per niente.

La produzione delle lenti progressive è un’operazione talmente complessa e delicata che a volte può accadere qualcosa di molto strano: può succedere che nonostante il montaggio sia perfetto, la persona che indossa i progressivi avverta ancora mal di testa, affaticamento, vertigini e tutti i disagi di cui abbiamo già parlato negli articoli precedenti.

Com’è possibile?

Ingenuamente non si è data la dovuta attenzione all’aspetto più importante: la gradazione.

Premessa: sfatiamo un mito. Al contrario di quanto si possa pensare, se gli occhiali non sono perfettamente adeguati alle proprie esigenze visive gli occhi non ne vengono danneggiati. Non succede nulla a livello fisiologico, la salute degli occhi non subisce alterazioni.

La qualità della vita sì, però. È non è affatto un problema trascurabile.

Pensate al fastidio che provate ogni volta che non indossate gli occhiali e volete mettere a fuoco qualcosa. Tremendo, no? Beh, moltiplicatelo. E aggiungete tutti i malesseri che ne derivano.

Un difetto visivo non adeguatamente corretto costringe gli occhi a lavorare di più. Ci si affatica e si avvertono disturbi che possono andare dal bruciore al dolore al collo fino alla visione sdoppiata.

Dato che gli occhi sono una parte dinamica integrata nel sistema visivo, è giusto sapere che gli stessi occhi accettano non solo una ma bensì un intervallo di gradazioni, tollerate in modo differente dal sistema visivo e che impattano in modo diverso sull’adattamento alle lenti progressive. Quindi è opportuno verificare la gradazione più opportuna da prescrivere per facilitare l’adattamento iniziale all’occhiale progressivo.

Nel caso della presbiopia, per esempio come ormai sappiamo, siamo in presenza di un difetto del cristallino, che con l’età perde la sua elasticità. Il cristallino è una lente che si trova all’interno dell’occhio, cambia forma e ci permette di mettere a fuoco sia da lontano sia da vicino.

Una sottocorrezione della presbiopia (gradazione inferiore a quella opportuna) incide direttamente sul cristallino e provoca unavisione sfocata. Anche in caso di sovraccorrezione (gradazione superiore a quella corretta) potremmo incorrere in problematiche ogni volta che guardiamo verso il basso.

Che fare?

La soluzione è ancora una volta molto semplice: con gli occhi non si scherza, devi scegliere solo la qualità! Recati da un bravo oculista che individui la tua esatta gradazione e affidati alle mani di ottici optometristi professionisti e qualificati per tradurre in occhiali perfetti quanto stabilito dal tuo medico.

Bene, ora sai proprio tutto quello che c’è da sapere su presbiopia e lenti progressive. Segui i nostri consigli e non sbaglierai nella scelta dei tuoi prossimi occhiali.

Resta aggiornato su tutto quel che riguarda la vista, navigando sul nostro sito e per qualunque altro dubbio o necessità di ulteriori informazioni più approfondite, vieni in negozio da Ottica De Giglio.

Sappiamo quello che è giusto per te e sapremo sempre come guidarti.

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